Prolasso e incont. urinaria da sforzo

Definizione e diagnosi

Il prolasso genitale è rappresentato dalla discesa attraverso lo iatus urogenitale dell’utero, della vagina, della vescica, del retto e talora delle anse intestinali con o senza incontinenza urinaria. Talora vi è soltanto incontinenza urinaria, senza che ci sia prolasso genitale.

Il prolasso uterino si definisce isterocele, quello della vescica cistocele, quello del retto rettocele, quello del Douglas elitrocele. Si distinguono  diversi gradi di prolasso, che vanno dal grado 0 al grado 4.

GRADO 0: normale, la protrusione non arriva a metà vagina.

GRADO 1: la protrusione giunge a metà tra spina ischiatica e imene

GRADO 2: la protrusione arriva all’imene

GRADO 3: la protrusione giunge al di là dell’imene

GRADO 4: la protrusione è totale

L’incontinenza urinaria si diagnostica mediante l’esame urodinamico, che ci chiarisce il tipo di incontinenza e di gravità, onde poter orientare il trattamento. Utili ai fini diagnostici sono anche l’urografia, la cistografia minzionale e l’ecografia con sonda transperineale, trans vaginale e trans rettale.

Terapia

La terapia può essere medica, riabilitativa con esercizi appropriati o con elettrostimolazione. Se il prolasso è sintomatico, si ricorre alla terapia chirurgica. Solo in donne molto anziane o di difficile operabilità si possono utilizzare i pessari vaginali, anelli di sostegno che , inseriti in vagina, consentono di correggere, anche se temporaneamente, il prolasso.

Il cistocele si corregge con la cistopessi (riposizionamento della vescica nella sua sede naturale), con o senza materiale protesico, associato o meno all’ isterectomia. Se il cistocele è sorretto da un difetto trasversale e non mediano, lo si può correggere con il “paravaginal repair” (laparotomico o laparoscopico), o con protesi anteriori per via transvaginale.

L’isterocele si corregge con l’isterectomia per via vaginale, seguita dall’ancoraggio della volta vaginale ai legamenti utero-sacrali (McCall), o al legamento sacro-spinoso (intervento di Richter) od utilizzando una protesi del tipo Apogee. Si può effettuare tale correzione per via addominale (sacrocolpopessia), ancorando la volta vaginale al sacro sia per via laparotomia che per via laparoscopica.

Per l’incontinenza urinaria da sforzo sono stati proposti numerosi interventi correttivi, da quelli retro pubici (Burch), sia laparoscopici che laparotomici, a quelli con ago. Sono però più semplici ed efficaci quelli con sling (TVT o TOT), che ottengono ottimi risultati con minima invasività.