Patologie cavità uterina

Patologie della cavità uterina che beneficiano del trattamento isteroscopico

Gli isteroscopi operativi sono sia di tipo unipolare che di tipo bipolare

Polipi endometriali

Sono neoformazioni della cavità uterina che partono dall’endometrio e che possiedono un asse fibrovascolare. Sono tumori benigni di tipo fibroepiteliale. Rappresentano la patologia più frequente della cavità endometriale. Possono determinare sanguinamenti uterini anomali. Non è dimostrata una sicura possibilità di trasformazione maligna. L’asportazione mediante isteroscopia operativa è considerata il gold-standard. L’isteroscopia permette di mirare bene alla radice ed effettuare un’asportazione radicale.

Miomi sottomucosi

Sono miomi uterini che sporgono parzialmente o quasi in cavità endometriale. Determinano sanguinamenti uterini anomali. L’isteroscopia ci permette di identificare la quantità di mioma che sporge in cavità. (G0= sporge completamente nella cavità; G1= sporge per più del 50%; G2= sporge meno del 50%) e le sue dimensioni in centimetri (il diametro massimo trattabile è di circa 5 cm). Se è di dimensioni maggiori di 5 cm, si può far precedere la resezione del mioma da un trattamento con analoghi del GnRH, al fine di ridurne le dimensioni e la vascolarizzazione.

Iperplasia endometriale

Compare quando si altera l’equilibrio ormonale tra estrogeni e progesterone, a vantaggio degli estrogeni. Questa condizione è favorita da alcune situazioni cliniche, quali la sindrome dell’ovaio policistico, la perimenopausa, la postmenopausa, l’obesità, l’epatopatie, l’uso di estrogeni non sufficientemente controbilanciati da un’adeguata quantità di progesterone, l’uso del Tamoxifene nelle donne in trattamento per pregressa neoplasia mammaria. L’iperplasia endometriale può essere semplice e complessa e la complessa può essere con atipie o senza atipie, a seconda che vi siano o no cellule con morfologia alterata. La diagnosi è bioptica su guida isteroscopica. Il trattamento è solitamente medico (Progesterone, Estro-Progestinici, analoghi del GnRH), ablativo seno sussistono atipie, fino all’isterectomia se ve ne sono.

Carcinoma dell’endometrio

Sintomo patognomonico è un sanguinamento anche modesto dopo la menopausa. Un famoso autore nordamericano sostiene che ogni sanguinamento anomalo in postmenopausa è un carcinoma dell’endometrio finché  non si dimostra il contrario. Ovviamente ciò non è condivisibile ma è condivisibile l’assoluta necessità di approfondire i casi di sanguinamento anomalo mediante ecografia trans-vaginale per la valutazione dello spessore endometriale e mediante isteroscopia per la visualizzazione diretta della cavità. L’isteroscopia permette inoltre di valutare l’eventuale estensione della neoplasia sino ala canale cervicale o sino al fondo, perché la sede e l’estensione modifica il programma terapeutico.

Il trattamento del carcinoma endometriale è di pertinenza della chirurgia maggiore ed il solo trattamento isteroscopio è limitato nei pochi casi di donne giovani, desiderose di prole, con una neoplasia ben differenziata (G1), limitata all’endometrio (M0) e di dimensioni non superiori a 1-2 cm.

Sinechie

Sono aderenze che coinvolgono più o meno gravemente la cavità uterina, conseguenti solitamente a precedenti interventi di raschiamento. Possono dare infertilità, disordini mestruali, ma possono spesso essere asintomatiche. Il trattamento è isteroscopico e di solito ripristina una condizione di normalità.

Endometrite

È un’infezione del miometrio o della decidua, con possibile estensione fino al miometrio e ai tessuti parametriali. Frequente nel post-partum, spesso precede la PID (Pelvic Inflammatory Disease), proviene quasi sempre da una infezione ascendente dai genitali. L’isteroscopia ha un ruolo quasi solamente diagnostico, attraverso la biopsia  dell’endometrio. Nei casi gravi di PID è utile la laparoscopia. La terapia di elezione è quella antibiotica, meglio se mirata.

Setti uterini

Uno dei capitoli della ginecologia che ha meglio spiegato molti casi di infertilità o di poliabortività è quello che studia le malformazioni congenite della cavità uterina. A diagnosi raggiunta, nei casi di utero setto di vario grado, il gold-standard è rappresentato dalla resezione del setto per via isteroscopica, intervento ritenuto poco invasivo e risolutivo di molti casi di poliabortività e di alcuni casi di infertilità (nei setti più importanti). Dopo tale trattamento è possibile affrontare il parto per le vie naturali.

Lost-IUD

Quando è impossibile rimuovere uno IUD dalla cavità uterina, l’isteroscopia rappresenta il mezzo di elezione per individuarlo e per effettuarne la rimozione.