Fibromiomi

Definizione

Sono le neoformazioni uterine più frequenti nella patologia ginecologica. Aumentano con l’aumentare dell’età. Tendono a ridursi di dimensioni dopo la menopausa. Sono di solito costituiti da fibrocellule della muscolatura liscia uterina, associate a cellule connettivali interstiziali. L’eziologia è oscura. Gli estrogeni ne favoriscono la crescita. Possono essere unici o multipli, a diversa localizzazione e di diversa grandezza. Sono prevalentemente situati nel corpo uterino, raramente al collo. Solitamente hanno forma sferoidale. Si distinguono in:

  • Sottosierosi (sessili o peduncolati)
  • Intramurali ( insieme ai precedenti, sono i più frequenti)
  • Sottomucosi
  • Infralegamentari (sono i più rari, insieme ai successivi)
  • Cervicali (sopravaginali o intravaginali)
  • Diagnosi

Siccome spesso sono asintomatici, la diagnosi può essere occasionale (visita ginecologica od ecografia). Se sintomatici (20-50%), il sintomo più frequente è la menometrorragia con possibile anemia conseguente. Dolore pelvico, tensione e gonfiore addominale, senso di peso o alla regione lombosacrale, con irradiazione all’inguine. Disturbi urinari, infertilità, aborti, parto pretermine, placenta previa, distacco intempestivo di placenta, presentazioni anomale, distocie meccaniche o dinamiche, anomalie del secondamento, del post-partum o del puerperio. La degenerazione maligna è rarissima (1%). Utile per conferma della diagnosi è l’ecografia e l’isteroscopia per individuare miomi sottomucosi.

Terapia

Va assolutamente individualizzata (sintomatologia, numero, volume, localizzazione, età, desiderio di gravidanza, stato psicologico della donna, desiderio di conservare l’utero e la mestruazione. Se serve correggere  l’anemia, sono utili la terapia marziale, gli EP, gli analoghi del GnRH. Prevalentemente la terapia è chirurgica, conservativa (miomectomia) o radicale (isterectomia). La miomectomia può essere eseguita per via laparotomica o laparoscopica. L’isterectomia può essere eseguita per via laparotomia, vaginale o laparoscopica. I miomi sottomucosi si asportano mediante isteroscopia. La miomectomia laparoscopica se possibile, va preferita per i numerosi vantaggi da essa offerti (minor rischio di emorragia, mino incidenza di aderenze postoperatorie, degenza e convalescenza più brevi, minor dolore post-operatorio, minimo danno estetico, maggiore possibilità di ripristino della fertilità). Nel 15-20% dei casi i miomi uterini, dopo l’asportazione, si riformano. Dopo una miomectomia, si consiglia un’attesa di almeno 6 mesi prima di affrontare una gravidanza.