Biografia

Sono nato il 25/05/1946 a Vertova , in provincia di Bergamo, piccolo paese della Val Seriana ai piedi di profonde vallate molto verdi, percorse da torrenti di acqua limpida e fredda.

Il paese ove sono nato non aveva strade asfaltate né scuole medie. Mio padre si trovava lì perché dirigeva l’ unica fabbrica a carattere industriale di tessitura, che impiegava l’intero paese (quasi 1000 dipendenti). Lì ho frequentato la scuola materna gestita da suore e la scuola elementare statale. Ricordo in maniera molto viva la vita semplice di quel luogo che tutt’ora mi fa pensare al film di Olmi “L’albero degli zoccoli”.

Alcuni dei miei compagni di scuola venivano al mattino dalle baite di montagna con zoccoli di legno preparati artigianalmente e con la cartella costruita inchiodando assi di legno.

A Vertova ho trascorso i primi anni di vita tra la polvere sollevata da rarissime Balilla o Topolino di passaggio e le guerre tra quartieri, unico gioco tra ragazzi, come quelli della Via Pal. Ho di quel periodo un ricordo vago e sfumato dei nonni che vivevano ad Arconate , in provincia di Milano, meta molto lontana da raggiungere. Venivano molto saltuariamente a trovarci e sono mancati tutti quanti nel giro di pochi anni, quando io ero ancora bambino di scuola materna.

Giunto alle scuole medie, mio padre preferì mandarmi al Collegio Salesiano di Treviglio, dove ho ricevuto una educazione rigida e militaresca. In quel collegio ho frequentato la prima e la seconda media, dopo la quale mio padre si trasferì a Vigevano, in provincia di Pavia, a dirigere un’altra azienda tessile che lì aveva la sede principale.

Da quel momento, andati a vivere in città, iniziò la mia liberazione non solo fisica ma anche culturale. La città era allora impegnata ad impostare i nuovi fermenti del momento politico che si stava attraversando. Lì ho frequentato il Liceo Classico “B. Cairoli”, ho coofondato il giornale della scuola che si chiamava “Sottobanco” e ho fatto parte del comitato di redazione. Ricordo che nel nostro giornale in ogni numero Carlo Cassola, amico del padre di una nostra compagna di classe, scriveva una breve poesia e ci consentiva di pubblicarla. Al liceo sono nate le grandi amicizie che tutt’ora frequento e non ho dimenticato.

Giunto all’esame di maturità, che ho sempre ritenuto l’esame più duro della mia vita, non ho mai avuto dubbi sulla scelta della facoltà universitaria ed ho preferito iscrivermi a Pavia e non a Milano, dove al primo anno erano già iscritti circa 1000 studenti. A Pavia eravamo solo 240, di diverse provenienze, dei quali i frequentanti erano soltanto la metà. Gli studi procedevano in maniera regolare, i voti erano sempre molto alti e terminati a giugno del secondo anno tutti gli esami, durante tutta l’estate sono andato a Londra a frequentare una scuola di lingua inglese per studenti stranieri. Alla fine del terzo anno, invece, sono andato in Svezia per conoscere le condizioni di vita, l’organizzazione sociale e sanitaria della Scandinavia e per soddisfare la voglia esterofila che ha permeato tutta la mia generazione.

Tra settimane bianche, carnevali a Monaco o a Parigi, estati in Jugoslavia, Grecia o Spagna, ma soprattutto tanto studio intensivo, ho concluso gli esami a luglio del sesto anno e durante l’estate ho preparato una tesi sperimentale sulla linfografia radiante nei carcinomi del collo dell’utero, all’interno del reparto di Oncologia Ginecologica. A novembre ho sostenuto l’esame di laurea, ottenuta con 110/110  e la lode. Il voto di laurea e la tesi mi consentirono l’iscrizione alla specializzazione in Ostetricia e Ginecologia presso l’Università di Pavia e di vincere una borsa di studio riservata allo specializzando con miglior curriculum di quell’anno.

Alla fine del primo anno di specializzazione, nel luglio del 1972, il Direttore della clinica mi convocò avvertendomi che era stato bandito dall’ Università Statale di Roma  un posto di Assistente Ordinario presso la Scuola di Ostetricia di Camerino diretta dal Professor Mutti, allievo della scuola di Pavia. Occupai da prima il posto di assistente di quella scuola per incarico dal 1° Agosto del 1972. La mia vita cambiò profondamente. Mi calai in un mondo nuovo, in una città universitaria dell’entroterra marchigiano, con buone prospettive di carriera. Lì insegnai la fisiologia ostetrica e portai alla tesi di diploma le allieve della scuola fino all’ottobre del 1976.

A Camerino ho incontrato mia moglie Valeria, maestra delle allieve ostetriche, e lì sono nate nel 1974 e nel 1975 le mie due figlie, Maria Paola e Maria Letizia. Lì vinsi il concorso avvenuto a Roma e presi servizio in ruolo.

All’inizio dell’anno accademio76/77, il Prof. Mutti ottenne la direzione della Clinica Ostetrico-Ginecologica di Ancona, giunta allora al sesto anno  dalla nascita. Lasciò la scuola di Ostetricia di Camerino e mi volle con lui ad Ancona, facendomi superare il concorso di contrattista, che allora sostituiva quello di assistente. Presi servizio ad Ancona, dove avevamo solo la Cattedra per l’insegnamento senza posti letto che erano assegnati alla Divisione Ospedaliera già esistente da molti anni. Nel 1977 ricevetti la proposta di creare e dirigere “chiavi in mano” il reparto di Ostetricia e Ginecologia del nuovo Ospedale “B. Eustachio” di San Severino Marche che si apriva di lì a poco. Lasciai l’ Università di Ancona ed il 1° giugno del 1977 venni  a San Severino Marche e mi attivai ad organizzare il reparto che fu aperto il 29 settembre di quell’anno. Il nuovo reparto di Ostetricia cominciò con poche risorse tecnologiche e con poco personale. Da prima un solo assistente poi due, l’essenziale per l’ascoltazione del battito cardiaco fetale con gli ultrasuoni, poi il primo cardiotocografo, il primo ecografo ubicato in  radiologia e finalmente un ecografo per il reparto.

Arrivò il terzo assistente e mano a mano tutti gli altri a completare l’organico. All’inizio degli anni 80 cominciammo la diagnosi prenatale invasiva mediante amniocentesi. Alla fine degli anni 80 riuscì ad ottenere lo strumentario da laparoscopia, tecnica che avevo acquisito nel frattempo nei vari corsi sia in Italia che all’estero.

In breve tempo da 200 parti all’anno ci trovammo ad assisterne circa 800. Le ostetriche, preziose collaboratrici, sono negli anni giunte ad organico pieno di dieci ed è stato possibile iniziare attività di screening del cervico-carcinoma e di preparazione al parto.

Dalla fine del 1978 tutta la famiglia da Camerino si è trasferita qui, prima in città e dal 1992 in campagna, dove ho organizzato una vita più ecologica producendo olio di oliva, frutta e vari tipi di ortaggi.

Entrambe le figlie hanno frequentato le scuole dell’obbligo a San Severino Marche, il Liceo Classico a Tolentino e l’ Università a Camerino laureandosi entrambe in Giurisprudenza. Una, poi, ha intrapreso la carriera universitaria e l’altra è diventata Magistrato.

Durante tutti questi anni punto centrale della mia vita è stato il lavoro, intercalato da periodi di studio e di aggiornamento e da alcuni hobbies , in particolare la motocicletta da enduro prima, con la quale ho effettuate numerose escursione sui monti Sibillini e da strada poi con la quale ho visitato molte località dell’ Italia. I viaggi hanno avuto una grossa parte nella mia vita e mi hanno lasciato bellissimi ricordi dell’Oriente, dell’Australia, degli Stati Uniti, del Canada, del Medio Oriente e di tutta l’Europa, che ho percorso numerose volte dal nord al sud e dall’est all’ovest.

Tutti questi viaggi non sono stati solo per turismo ma molti di essi erano dedicati all’aggiornamento professionale ed alla conoscenza di tecnologie.

In tutto questo percorso eccezionale compagna di vita e preziosa collaboratrice è stata  mia moglie Valeria, sposata nella Chiesa di San Marone di Civitanova Marche nel 1973 e da allora sempre presente a condividere le difficoltà ed ad aiutarmi a superarle. Mi ha organizzato la vita e si è occupata dell’educazione delle figlie e mi ha seguito nei viaggi più importanti che ho effettuato.

Ho amato molto la musica, dalla leggera dei cantautori in passato, a quella da camera e ancor più alla lirica negli ultimi venti anni. Da due anni dirigo il Dipartimento Materno Infantile della zona territoriale 10 di Camerino, continuando l’attività clinica e di studio alle quali non so ancora rinunciare.

Un’ultima notizia! A dicembre del 2010 sono diventato nonno di un bel bambino di nome Michele.